IL FILO DELLO STUPORE

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La tensione al raggiungimento dell’altro, cosa o chi esso sia non importa, è il filo conduttore della nostra vita. Prefiggersi un obiettivo e non vederlo realizzare o carpire che i propri desideri sfociano in azioni che intraprendono altre strade può bloccare il nostro cammino ma è senz’altro questo un punto di partenza per interiorizzare la propria volontà e costruire una forza interiore talmente grande da superare ogni previsione. È la sorpresa di cadere in mano a questa inafferrabilità e di saperla coltivare, vivere, spremere in qualsiasi situazione ci si offra, che rende più stabile, dentro, la nostra esistenza. Ed è grazie all’incontro con la spiritualità di certe persone o a certi modus vivendi completamente antitetici al nostro, spesso giocati nientemeno che sulla semplicità e sull’apprezzamento dell’istante, che la trama della nostra realtà si infittisce, si intreccia, si arricchisce, in una parola plasma la Natura del mondo al carattere di ognuno per far convivere Soggettivo ed Oggettivo in armonia. Bisogna però saper cogliere il momento, il momento dopo momento, attraverso lo sguardo, la riflessione, il silenzio. Il fil rouge che lega il fuori e il dentro delle azioni compiute dalla protagonista del romanzo di Antonella Pane, uscito ora per Manni edizioni, è dunque lo Stupore: da qui il titolo del libro, “Il filo dello Stupore”, che è frutto di un percorso autobiografico molto articolato e che, con scorrevolezza e determinazione, l’autrice riesce a ritrovare nelle sue stesse parole man mano che gli anni scorrono e le complicazioni si intersecano alle aspettative. Angelica è una donna che, guardando indietro, cammina in avanti: il suo ripercorre la propria storia senza infingimenti, con ricordi lontani e vicini, situazioni vissute e in divenire la costringe indirettamente a un training autogeno in cui la meraviglia dell’inaspettato si accompagna alla delusione più totale. Ma i balzi avanti che è costretta a compiere per non cadere nelle sabbie mobili di un sogno frantumato – che sia una relazione sentimentale sbagliata o una sfida professionale non raggiunta – la portano ad un traguardo che varica i confini del suo pensiero. Dopo la ricerca di se stessa attraverso la psicoanalisi per capire la causa dei propri insuccessi, la consapevolezza acquisita la fa approdare ad una tappa naturale: la spiritualità. È infatti con la frequentazione di luoghi e uomini di religione, nel silenzio dei conventi e tra le pagine di libri, che la protagonista ritrova quel Dio dimenticato durante la frenesia della sua vita incompiuta, ed è proprio in questo contesto che incontra l’amore, quel sentimento basato sul rispetto reciproco assoluto.
Un’opera semplice e appassionata che racchiude un messaggio positivo: non lasciarsi abbandonare dai propri ricordi ma aprire costantemente il proprio cuore al confronto e alla comunicazione con il Creato che è ragione del nostro stesso amore e, conseguentemente, stupore.

Il filo dello stupore
Autrice: Antonella Pane
Anno: 2020
Collana: Occasioni
Categoria: romanzo
Pagine: 224
ISBN: 978-88-3617-057-9

Elisabetta Castiglioni
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