L’AMORE SOTTILE

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Il titolo la dice lunga: “L’amore sottile”. È quello che Paola Biondi, giornalista per Cairo Editore, evoca in tutta la vicenda sentimentale interiore narrata nel suo primo romanzo. Quanto di autobiografico esista in esso lo deduciamo dai suoi racconti cronachistici che frammentano la vicenda della protagonista Lara, donna realizzata sotto tutti gli aspetti, che improvvisamente vede la sua esistenza affettiva crollare dopo molti anni di matrimonio perché il marito si è innamorato, anche, di un’altra. In quell’ “anche” si sviluppa tutta la sua crisi: la fine di un matrimonio e l’inizio di una nuova vita, basata sull’analisi dell’io femminile tra tormento, ricerca dell’altro e scavo ancestrale del subconscio. C’è un legame, tuttavia, tra memoria e presente, forse dettato dal ricordo di una collana di perle, forse imposto da esperienze paranormali che la sua professione – anche la protagonista del romanzo è una giornalista – la catapulta a vivere. Una vicenda, quella personale, che la porta a conoscere e riconoscere la sua metà coniugale anche, e soprattutto, in quei momenti di lontananza per lei forzata, per lui doverosa; momenti che tuttavia la trascineranno parimente in relazioni contrastate o di maggiore introspezione a partire dal confronto con le due figlie femmine, che proprio in quanto femmine, la supporteranno nella lotta al maschio traditore ma solo inizialmente, per riconquistare un rapporto materno perduto, allontanandosi successivamente, in fuga verso un’indipendenza biologicamente obbligata.

Lara è sola ma contornata di machos conquistatori, cede alle lusinghe galanti, pur sapendo che trattasi solo di un diversivo alle sue pene: eppure è quella conoscenza forzata di se stessa, tra passato remoto e presente, a guidarla verso l’insegnamento dell’amore, un sentimento che non può dipendere dall’altro ma solo da se stessi, e che trova soddisfazione nella piena curiosità ed immersione nell’esistenza e in tutto ciò che ci propone. Come ad esempio una scena di erotismo triangolare, magistralmente illustrata dall’autrice senza però cedere alla confezione bomboniera di certi romanzi Harmony ma conservando la lucidità psicologica di un io narrante femminile che, nonostante il dolore, ha saputo e voluto godere le occasioni che la vita, o forse il caso, ha voluto presentarle.


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Elisabetta Castiglioni
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