LA MUSICA NEL CINEMA THRILLER

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Un’acuta analisi della musica nel cinema di genere, quello horror, è compiuta in una tanto sintetica e scorrevole quanto originale pubblicazione di uno dei più raffinati compositori di colonne sonore (e non solo) italiane, Marco Werba. Edito da Falsopiano, il saggio si divide in capitoli ben strutturati che spaziano dai cenni storici sulla scrittura di questa tipologia settoriale di musica, con precisa catalogazione dei più significativi compositori internazionali – in un percorso ragionato sul lavoro di pilatri come Bernard Herrmann, Ennio Morricone e Jerry Goldmith – fino all’investigazione di un complesso metodo di lavoro che necessita di intuito, programmazione, tempistica ed esperienza sincronica, oltre che di un ascolto interiore al limite della psicoanalisi per un dialogo, per contrasto o per immedesimazione, tra scena filmica e scrittura sonora.

Il saggio, umilmente e senza pretese ma con grande merito e concretamente ricco di spunti e riflessioni che appassionano anche i meno dimestichi alla musicologia, si avvale di interessanti capitoli sul rapporto tra orecchio-occhio e inconscio nella percezione di una crudeltà drammaturgica al limite dell’ossessione come anche di esplorazioni strumentali, a seconda del timbro specifico, per sottolineare il pathos registico affrontato dal compositore. Tra i paragrafi più interessanti vi è sicuramente la descrizione sulla convivenza tra dialoghi, musica ed effetti sonori in cui il concetto di “silenzio” (espresso in pause, corone o anche scene clou prive di suoni o riempite da rumori inusitati) prevale inesorabilmente. Altro margine introspettivo è l’indagine sul rapporto conoscitivo, umano e professionale tra regista e compositore, scintilla che ha generato alcune delle più memorabili produzioni: basti a pensare al binomio Herrmann-Hitchcock in cui la musica svela immediatamente ciò che la finzione nasconde. Appendice rilevante, utile a chi studia le tecniche di scrittura musicale nell’ambito della musica da film, è l’analisi peculiare della partitura delle musiche dello stesso Weba per “Giallo”, il film diretto da Dario Argento che conquistò nel 2010 il Fantasy Horror Award. Il saggio, correlato anche da sfiziose immagini tratte dai fotogrammi dei film analizzati, è il felice risultato di un’esperienza trentennale accumulata da Werba tra studio e studi, oltreché incontri diretti con alcuni dei più importanti autori del genere trattato, scaturito anche dalla verace curiosità e meticolosità professionale dell’autore che, tra ricordi e consigli, può essere annoverato, anche per il vuoto letterario che viene a colmare nella saggistica del settore specifico, come un punto di riferimento per studenti musicali ed amanti della Settima Arte. Werba ha da poco realizzato le musiche del film “Il delitto Mattarella” di Aurelio Grimaldi, da poco uscito in sala, che riflettono bene lo stato di tensione e mistero che aleggia in uno dei gialli maggiormente irrisolti della storia del nostro Paese.


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Elisabetta Castiglioni
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