DYONISUS

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SCHEDA TECNICA
Titolo: DYONISUS
Interpreti ENSEMBLE MUSICATREIZE e ARS LUDI
Data: 31 maggio 2014
Luogo:

Tenuta Dello Scompiglio

Ore: 21
Una co-produzione

Gmem-CNCM-Marseille

Con il sostegno di

Fondazione Nuovi Mecenati, Associazione Culturale Dello Scompiglio

In collaborazione con:

Ambasciata di Francia in Italia e Institut français Italia

COMUNICATO STAMPA

L’ensemble vocale Musicatreize di Marsiglia in collaborazione con l’ensemble Ars Ludi di Roma presenta Dyonisus, un concerto incentrato sull’incontro fra dionisiaco ed apollineo ed inserito nell’ambito del festival Suona francese.
Fra i brani in programma si esegue in prima assoluta  Ricercare,  un lavoro per un percussionista ed elettronica di Lorenzo Pagliei, compositore in ricerca presso l’Institut de Recherche et de Coordination Acoustique/Musique di Parigi (IRCAM), che per l’occasione sarà presente al concerto.
L’appuntamento si inserisce nell’ambito del progetto Mozart, così fan tutti, che propone un’inedita rilettura in chiave contemporanea dell’universo mozartiano, in cui molti artisti -provenienti da ambiti diversi -sono invitati a confrontarsi con i temi che hanno caratterizzato il percorso culturale e personale del Maestro, cercando di superare i rigidi schemi delle categorie tradizionali. La direzione artistica del progetto è di Antonio Caggiano. La rassegna è prodotta dall’Associazione Culturale Dello Scompiglio diretta dalla performer e regista Cecilia Bertoni.

Programma

Alexandros Markeas
Wall street Lullaby

Giacinto Scelsi
Tre canti sacri

Zad Moultaka
Ikhtifa

François Bernard Mâche
Danae

Lorenzo Pagliei
Ricercare (prima assoluta)

Alexandros Markeas
Dionysos, le vin, le sang

Composta nel 2013 da Alexandros Markeas, Wall street Lullaby, è una particolare Ninna nanna ispirata alle varie azioni del movimento Occupy Wall Street, in cui i manifestanti hanno espresso la loro visione dell’universo della finanza come un incubo per il nostro mondo, che in fondo dimostra soltanto il desiderio di dormire.
“Ho ripreso l’idea in una ninnananna ingannevole – spiega Markeas – che ci propone un’aria seducente e familiare per manipolarci, nasconderci la verità. Ho cercato di tradurre musicalmente la tenerezza mascherata, la quiete falsa e angosciante. Sul finire, ho voluto fare il confronto con un’altra ninnananna, quella di una madre greca, che – mentendo al figlio – gli promette un avvenire migliore.”

Tre Canti Sacri, di Giacinto Scelsi (1958), è una delle prime esperienze in materia di virtuosismo vocale secondo i criteri della moderna composizione della seconda metà del XX secolo, che prevedono intervalli di un quarto di tono, vibrati particolari, suoni nasali, suoni percussivi onomatopeici, posizioni della bocca indicate con estrema precisione. I brani costituiscono un trittico che si sviluppa lentamente in un’atmosfera insolita e piuttosto statica: nell’Angelus, dove mancano i bassi, le sillabe rimbalzano da una voce all’altra e il testo costituisce per lo più un pretesto per un universo sonoro collocato al di fuori del tempo. Nel Requiem, più cupo, tutte le voci si esibiscono in un contesto armonico serrato, con movimenti ritmici e melodici più marcati. Il Gloria, infine, si apre con delle consonanze che diventano rapidamente policrome e nelle quali si colgono due atmosfere opposte: una polifonica e agitata, l’altra pesante e immobile.

Ikhtifa è una parola araba che significa scomparsa, eliminazione. Concepita come dittico, l’opera musicale di Zad Moultaka, composta nel 2008, si ispira alla struttura cupa e densa del dipinto di Ubac, dove la materia in movimento diventa sempre più chiara alla ricerca di trasparenza, mentre il secondo quadro raffigura in qualche modo le tracce o i rilievi del primo. Fra i riferimenti, al di là di quelli del titolo, alcuni arrivano dall’Himalaya: per l’esecuzione del brano sono stati fatti costruire appositamente dei tamburi damaru  con palline sferzanti su un modello tibetano conservato presso il Musée de l’Homme, che vengono suonati dai dodici cantanti solisti. Alcuni passaggi sono ispirati a registrazioni degli Hunza, popolazione del Cachemire, mentre le parole bisbigliate sono in una lingua immaginaria.

Il mito da cui prende titolo Danae, composizione di François Bernard Mâche,  fa riferimento alla storia di Acrisio, re di Argo, cui viene preannunciata la morte per mano del figlio di sua figlia: per sfuggire al proprio destino egli rinchiude la figlia Danae in una torre di bronzo, costringendola in eterno alla verginità. Giunge però una pioggia d’oro portata dal vento che penetra nella torre: si tratta dello sperma divino di Zeus, che riesce a ingravidare la giovane; dopo molti anni suo figlio Perseo uccide il nonno durante una gara di giochi atletici di lancio del disco. Come in passato i raggi del sole erano riusciti a penetrare nella fortezza, così il disco solare aveva compiuto le decisioni divine.
“Fra le mille suggestioni possibili di questo mito – spiega l’autore – ho voluto cogliere soprattutto l’evocazione sonora, legata allo scroscio dei damaru: l’eco lontanissima di una pioggia d’oro sui tamburi di bronzo in riva a un mare greco. E l’ho dedicata a Iannis Xenakis.”

Eseguito in prima assoluta, Ricercare è un brano di Lorenzo Pagliei in cui vengono esplorate le possibilità musicali dei Geecos (Gesture Control Surfaces), superfici in legno di liuteria concepite per sintetizzare suoni attraverso un sistema sviluppato dal compositore stesso all’Ircam di Parigi. Costruite dal liutaio Ludovic Barrier, le superfici hanno forme, spessori e curvature particolari pensate per ottenere una grande varietà timbrica, adattarsi in vari modi al corpo del musicista e mostrarne i gesti al pubblico. Il suono dei Geecos, generato completamente in tempo reale, si situa all’ascolto in un territorio ibrido fra suoni elettronici e acustici. Attraverso semplici gesti, il musicista può giocare in modo espressivo con la risonanza che s’instaura fra la sala e il Geecos; il luogo in cui si suona diventa così uno strumento musicale.
Come indica lo stesso titolo, il brano coniuga l’antica pratica improvvisativa del Ricercare, che esplora principalmente fra le note, e la moderna improvvisazione elettroacustica, che scandaglia dentro il suono. Si scoprono, così, prospettive impossibili da imbrigliare con la sola notazione e che ha senso indagare insieme al suono stesso.

Composizione di Alexandros Markeas per dodici voci miste ed elettronica, in co-produzione  con Commande d’Etat e gmem-CNCM-marseille, Dionysos, le vin, le sang (2010) è la prima parte di un progetto di oratorio ispirato ai diversi volti di Dioniso nell’immaginario poetico-filosofico, antico e contemporaneo. Si tratta di un ciclo di melodie ispirate alla poesia bacchica con testi poetici di Anacreonte, Eschilo, Euripide, Li Tai Pô, Omar Kayyâm e Molière, per un un viaggio che si snoda fra la moderatezza della gioia e la furia della pazzia. La musica scivola progressivamente nell’universo delle Baccanti di Euripide, la tragedia che si interroga – attraverso la poesia dionisiaca dell’estremo – sulla follia collettiva, la crudeltà del sacro, il rifiuto dell’altro. La musica di questo ciclo esplora due fonti di ispirazione: la prima è il canto tradizionale mediterraneo e le sue diverse voci nella musica sacra o profana, la seconda è il timbro vocale con le sue trasformazioni.

Il concerto realizzato nell’ambito di Suona francese 2014 è organizzato e promosso dall’Ambasciata di Francia in Italia e dall’Institut français Italia, con il sostegno dell’Institut français, della Fondazione Nuovi Mecenati, della Sacem, del Ministero dell’Istruzione e della Ricerca – Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica e del Ministero della Cultura francese e del Mibact italiano e con Edison in qualità di main partner.

 

RASSEGNA STAMPA

 

RASSEGNA VIDEO

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